
C’è stato un tempo in cui lo sgabello veniva scelto quasi esclusivamente per la sua funzione.
Doveva essere alto abbastanza per il bancone, sufficientemente comodo e possibilmente poco ingombrante.
Oggi non è più così.
Con la diffusione delle cucine con isola, dei grandi open space e degli ambienti hospitality sempre più curati, lo sgabello è diventato uno degli elementi che possono determinare lo stile di un intero ambiente.
Ed è proprio in questo contesto che materiali come velluto, metallo nero e finiture ottonate acquistano un nuovo significato.
Velvet Stool di Emerson nasce dall’incontro fra questi elementi: una struttura in metallo verniciato nero, dettagli e poggiapiedi in metallo ottonato satinato, seduta e schienale imbottiti in velluto e una lavorazione capitonné sul retro dello schienale.
Un oggetto funzionale, quindi, ma pensato per essere guardato.
Perché il velluto funziona anche su uno sgabello
Lo sgabello in velluto introduce nell’ambiente una sensazione molto diversa rispetto alle classiche sedute in legno, plastica o metallo.
Il motivo è soprattutto visivo.
Il velluto reagisce alla luce, cambia leggermente tonalità in base alla direzione del tessuto e crea una superficie morbida che contrasta con la rigidità delle strutture metalliche.
Proprio questo contrasto può diventare interessante negli interni contemporanei.
In una cucina minimale, per esempio, una fila di sgabelli imbottiti può interrompere la continuità delle superfici lisce.
In un locale può invece contribuire a creare un’atmosfera più sofisticata senza dover intervenire sull’intero arredamento.
Velvet Stool sfrutta precisamente questo equilibrio: la morbidezza della seduta imbottita viene incorniciata dalla struttura sottile in metallo nero.
Il ritorno dei dettagli dorati negli interni contemporanei
Lo sgabello in velluto trova uno dei suoi abbinamenti più naturali nei dettagli metallici caldi.
Non significa necessariamente realizzare ambienti classici o particolarmente decorativi.
Ottone, bronzo e finiture dorate vengono oggi utilizzati anche negli interni molto contemporanei per creare piccoli punti di luce.
Nel Velvet Stool di Emerson questo principio compare nel poggiapiedi e nei dettagli della struttura in metallo ottonato satinato.
La finitura satinata è particolarmente interessante perché permette di ottenere un accento prezioso senza l’effetto estremamente brillante di un metallo lucido.
Il risultato è uno sgabello che può dialogare facilmente con lampade, maniglie, rubinetteria e altri piccoli elementi metallici presenti nell’ambiente.
In cucina lo sgabello non dovrebbe essere scelto per ultimo
Lo sgabello in velluto può cambiare sensibilmente la percezione di una cucina con isola o penisola.
Eppure le sedute vengono spesso considerate solo alla fine del progetto.
Si scelgono prima pavimenti, cucina, piano di lavoro e illuminazione e soltanto dopo ci si domanda quali sgabelli inserire.
Dal punto di vista estetico può essere più interessante fare il contrario: considerarli fin dall’inizio come parte della composizione.
Immaginiamo, per esempio, una cucina molto essenziale con ante chiare e piano effetto marmo.
Una seduta in velluto blu con gambe nere e particolari ottonati introduce immediatamente profondità e colore.
Con una tonalità rosa cipria l’effetto diventa invece più delicato.
È proprio la possibilità di utilizzare la seduta come accento che rende questo tipo di sgabello interessante nei progetti contemporanei.
Non soltanto cucina: dal cocktail bar all’hotel
Lo sgabello in velluto trova probabilmente alcune delle applicazioni più interessanti nel settore contract.
Bar, ristoranti, lounge, boutique hotel e strutture ricettive non devono infatti risolvere soltanto un problema funzionale.
Devono creare un’identità.
Il cliente entra in un locale e, ancora prima di provare il servizio o ordinare qualcosa, percepisce colori, luci, materiali e arredi.
Le sedute contribuiscono fortemente a questa prima impressione.
Uno sgabello caratterizzato da velluto, struttura scura e dettagli metallici può funzionare particolarmente bene nei banconi cocktail, nelle aree lounge e negli ambienti hospitality nei quali si vuole creare un’atmosfera elegante ma contemporanea.
In questi contesti la seduta smette quindi di essere un complemento secondario e diventa parte della scenografia del locale.
Il dettaglio che si scopre guardandolo da dietro
Lo sgabello in velluto può essere interessante anche quando viene osservato dalla parte che normalmente riceve meno attenzione: il retro.
Velvet Stool presenta infatti una lavorazione capitonné sul retro dello schienale.
È un particolare tutt’altro che secondario.
Gli sgabelli posizionati intorno a un’isola o davanti al bancone di un locale vengono spesso osservati proprio posteriormente.
Quando la seduta è vuota, ciò che rimane maggiormente visibile non è necessariamente la parte frontale dello schienale, ma il retro.
Curare quella superficie permette quindi allo sgabello di mantenere il proprio valore estetico da ogni punto di osservazione.
È uno di quei dettagli che distinguono un oggetto semplicemente funzionale da un elemento progettato per partecipare all’interior design.
Come abbinarlo senza rendere l’ambiente troppo pesante
Lo sgabello in velluto ha già una personalità evidente e proprio per questo non ha bisogno di essere circondato da troppi elementi decorativi.
Una delle combinazioni più efficaci nasce dal contrasto.
Con un’isola molto minimale, lo sgabello può rappresentare la componente più morbida dell’ambiente.
Con superfici in legno può creare invece un interessante incontro tra materiali caldi e metallo.
Accanto al marmo o alle superfici effetto pietra, velluto e dettagli ottonati possono accentuare il carattere più sofisticato dello spazio.
Anche il colore assume un ruolo fondamentale.
Il blu profondo può creare un contrasto elegante con tonalità neutre, mentre colori più delicati consentono di alleggerire la composizione.
La regola utile è evitare di cercare necessariamente la perfetta corrispondenza tra tutti gli elementi.
Spesso un interno diventa più interessante proprio quando una seduta introduce una tonalità o una texture differente.
Comfort ed estetica devono convivere
Lo sgabello in velluto non dovrebbe essere scelto esclusivamente perché bello da fotografare.
Uno sgabello può essere utilizzato per una colazione veloce, ma anche per una cena, una conversazione o diverse ore all’interno di un locale.
Per questo diventano importanti elementi come lo schienale, l’imbottitura e il poggiapiedi.
Velvet Stool combina seduta e schienale imbottiti con un poggiapiedi integrato nella struttura.
La presenza dello schienale permette inoltre di creare una sensazione più vicina a quella di una vera seduta rispetto agli sgabelli essenziali privi di supporto.
Il design, in questo caso, non deve quindi essere interpretato soltanto come esercizio estetico.
Deve rendere piacevole anche l’utilizzo quotidiano dell’oggetto.
Un piccolo arredo che può definire un intero spazio
Lo sgabello in velluto dimostra quanto anche un complemento relativamente piccolo possa modificare la personalità di un ambiente.
Non sempre per rinnovare una cucina, un bar o una zona living è necessario cambiare rivestimenti, mobili o illuminazione.
A volte sono proprio pochi elementi ben scelti a creare la differenza.
Una sequenza di due o tre sgabelli davanti a un’isola diventa immediatamente un punto focale.
Una fila di sedute davanti al bancone di un cocktail bar può invece diventare parte integrante dell’identità del locale.
Velvet Stool nasce esattamente con questa vocazione: non occupare semplicemente uno spazio, ma contribuire a definirlo.
La combinazione tra velluto, metallo nero, finiture ottonate e lavorazione capitonné consente di inserirlo sia in ambienti domestici sia in progetti contract nei quali il dettaglio dell’arredo diventa parte dell’esperienza.